Proposta di uno studio multicentrico per la valutazione del fenomeno delle infezioni correlate a pratiche assistenziali in residenze socioassistenziali in Italia


Abstract


Razionale dello studio proposto In contesti come le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), le Residenze Protette (RP), l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) la letteratura e le prime esperirne italiane evidenziano come il problema ICPA sia importante e, pur variando le tipologie di infezione prevalenti, i costi individuali, sociali ed economici ad esse collegati rimangono molto elevati.

In questo scenario diventa importante che i Comitati per il Controllo delle Infezioni Ospedaliere (CIO) aziendali affrontino il problema del controllo delle infezioni in ambito extraospedaliero e comincino a strutturare modelli organizzativi in grado di operare efficacemente. Il dimensionamento del problema, ovvero l’attività di sorveglianza epidemiologica, anche in questo caso è tra le prime attività necessarie di provata efficacia.

Obiettivo dello studio: una prima valutazione della dimensione del problema ICPA nelle strutture RSA presenti nelle diverse regioni italiane attraverso uno studio di prevalenza nazionale. Materiali e metodi: l progetto prevede una prima fase con l’individuazione dei centri partecipanti e dei rispettivi referenti medici ed infermieristici. Successivamente si procederà, utilizzando la metodologia già testata in uno studio pilota, alla formazione del personale sull’uso degli strumenti. Saranno arruolati tutti i pazienti degenti da oltre 48 ore nelle RSA partecipanti, escludendo quelli in dimissione o in trasferimento nel giorno di rilevazione. I rilevatori, esterni alla struttura, raccoglieranno i dati consultando il quaderno infermieristico, il quaderno terapia, il diario clinico, la cartella clinica ed esaminando ciascun paziente per validare la eventuale presenza di “devices” e confermare sintomi e segni rientranti nelle definizioni di caso. Laddove necessario verrà consultato il personale medico ed infermieristico della struttura. Le variabili raccolte saranno centrate su dati anagrafici, fattori di rischio (es. punteggio Norton, allettamento, ecc.), presenza e tipologia di terapie in atto, presenza e tipologia di infezioni. Per le definizioni di caso verranno usati i criteri proposti dall’American Practioner Infection Control (APIC). Verranno sorvegliate le infezioni ematiche, le infezioni delle vie urinarie (IVU), con esclusione delle batteriurie asintomatiche, le infezioni cutanee (infezioni del sito chirurgico, infezioni dei tessuti molli, infezioni di lesioni da decubito), le infezioni del tratto gastrointestinale, le polmoniti e le infezioni delle basse vie respiratorie (LRTI), l’influenza e sindromi simil influenzali, le congiuntiviti, le micosi cutanee, le infezioni del cavo orale e le infezioni erpetiche.

Risultati attesi: risultato primario dello studio sarà il disporre di un dato nazionale di prevalenza del fenomeno ICPA in un contesto assistenziale in rapida crescita. Questo permetterà tra l’altro a livello locale di poter disporre di un dato di confronto significativo. In particolare sarà possibile definire la prevalenza di infezioni, quella di pazienti infetti, la tipologia di infezioni prevalenti e la distribuzione dei fattori di rischio. Secondariamente si potranno evincere dati sull’uso dell’antibiotico terapia e su eventuali correlazioni con fattori di rischio.




DOI: https://doi.org/10.2427/6231

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aprex-8375

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