Monitoraggio dell' esposizione professionale ad anestetici in sala operatoria


Abstract


L’esposizione professionale ad anestetici in sala operatoria è stata controllata negli ultimi anni seguendo strategie non univoche. Le concentrazioni ambientali, in particolare, sono state rilevate con metodiche e procedure diverse.

Obiettivi: stimare l’esposizione individuale mediante un analizzatore automatico; valutare le correlazioni tra i dati ambientali, ottenuti inizialmente con l’analizzatore e successivamente con campionatori personali, e le concentrazioni urinarie di anestetici; valutare l’esposizione ad anestetici degli addetti alle sale operatorie di un ospedale emiliano. Metodi: lo spettrometro “Brüel & Kjaer 1302” è stato equipaggiato e programmato per campionare/ analizzare l’aria in “zona anestesista” e in “zona chirurgo-ferrista” alternativamente ogni 10’. Le concentrazioni istantanee di protossido d’azoto (N2O), attribuite a ciascun anestesista, chirurgo e ferrista sulla base dei periodi di permanenza nelle zone suddette, sono state espresse come concentrazioni medie ponderate nel tempo. I campionatori passivi “Radiello” sono stati utilizzati per ottenere direttamente i livelli ponderati di N2O e isofluorano. I campioni ambientali, e quelli urinari raccolti a fine esposizione, sono stati analizzati per via gascromatografica con rivelatore a cattura d’elettroni e tecnica dello spazio di testa.

Risultati: significative correlazioni sono state osservate tra i livelli urinari di N2O e isofluorano e i corrispondenti livelli ambientali misurati con i dosimetri. I valori di concentrazione urinaria degli anestetici, estrapolati dalle rette di regressione, sono risultati sovrapponibili a quelli riportati in letteratura. Risultati analoghi sono stati ottenuti per il N2O rilevato tramite il monitor. Nella maggioranza dei lavoratori l’esposizione ambientale agli anestetici è risultata piuttosto contenuta, in particolare quella ad isofluorano.

Conclusioni: il campionamento fisso, comunemente utilizzato per monitorare l’inquinamento ambientale, con alcune modifiche può essere impiegato anche per stimare l’esposizione individuale. I risultati delle correlazioni confermano la validità del monitoraggio biologico come metodica per valutare l’esposizione personale. La moderata esposizione agli anestetici è attribuibile agli interventi di prevenzione e di bonifica attuati per ridurre il rischio.




DOI: https://doi.org/10.2427/6188

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aprex-8323

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