L’esperienza italiana: lezioni per l’Europa


Abstract


Ad un primo superficiale sguardo, la salute degli Europei non è mai stata migliore. L’aspettativa di vita alla nascita nei 15 Paesi dell’Unione Europea è aumentata di quasi sette anni negli ultimi tre decenni. La mortalità infantile si è ridotta di un impressionante 82% nello stesso periodo. Visti questi notevoli successi, si potrebbe argomentare che chi lavora in Sanità Pubblica dovrebbe cercare un impiego alternativo, relegato nello stesso angolo di storia delle macchine da scrivere, dei calcolatori meccanici e delle carrozze a cavallo.

Tuttavia, approfondendo lo sguardo, la realtà non è così rosea come appare. I valori medi nascondono una diffusa eterogeneità, che in molti casi è in aumento. Non tutte le statistiche di salute stanno migliorando. Ci sono molte aree in cui, anche se un impatto sulla salute non è ancora evidente, è presumibile che lo sarà in un futuro più o meno lontano. Abbiamo bisogno di guardare nient’altro che all’enorme variabilità nell’aspettativa di vita tra i Paesi dell’Unione Europea, con i valori per gli uomini che variano dai 77,5 anni della Svezia ai 72,6 anni del Portogallo, mentre per le donne l’intervallo di valori è compreso tra 82,8 anni della Francia e 78,8 della Danimarca [1].




DOI: https://doi.org/10.2427/6033

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aprex-8138

References



Refbacks

  • There are currently no refbacks.
We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it (Read more).
Ok