La legionellosi in Puglia: risultati di una sorveglianza ambientale negli anni 1999 - 2003


Abstract


Obiettivi: Legionella spp si moltiplica e si diffonde attraverso i sistemi di distribuzione idrica, colonizzando soprattutto i tronchi morti e i circuiti dell’acqua calda. La modalità di infezione è rappresentata dall’inalazione di particelle di aerosol contaminate e il rischio di acquisizione della malattia è correlato alla virulenza del microrganismo e alla suscettibilità dell’ospite. In Puglia è attivo da anni un programma di sorveglianza clinica ed ambientale sulla diffusione di Legionella spp. Vengono di seguito riportati i risultati dello studio sulla presenza di Legionella nella rete idrica di strutture pubbliche e private.

Metodi: negli anni 1999-2003 sono stati esaminati 4065 campioni di acqua potabile prelevata dal circuito idrico di docce, lavandini e vasche da bagno. Di questi, 2642 provenivano da strutture ospedaliere e 1423 da alberghi, case di cura e appartamenti civili. In parallelo, per ciascun campione è stata determinata la carica microbica totale (CMT) a 36° e 22°, la presenza di P. aeruginosa e, per alcuni campioni, gli aspetti chimico-fisici.

Risultati: legionella spp è stata isolata nell’87.4% dei campioni. Le specie più frequenti sono risultate L. pneumophila sierogruppo 2-14 (70.5%), L. pneumophila sg 1 (23.8%) e Legionella species (0.6%). Il 5.1% dei campioni è risultato positivo per più specie contemporaneamente. Una correlazione significativa è evidenziata tra presenza di Legionella e CMT sia a 36° che a 22° (p‹ 0.005). P. aeruginosa è stata isolata nel 0.9% dei casi. Tra i dati chimici, il rame ha confermato il suo effetto microbicida.

Discussione: i campioni positivi per Legionella hanno presentato una carica ›50.000 ufc/litro nel 71.5% dei casi, con una netta prevalenza dei sierogruppi 2-14. Questi dati sono allarmanti se si considera che tra le strutture esaminate sono compresi centri di ricovero per soggetti esposti al rischio di infezione. Pertanto risulta necessario monitorare le reti idriche e ampliare le indagini sperimentali sui sistemi di bonifica, considerato che risulta impossibile rimuovere la colonizzazione dei circuiti idrici.




NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aprex-8204

DOI: http://dx.doi.org/10.2427/6081

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