Raggiungimento degli obiettivi vaccinali nell'integrazione dei servizi sanitari aziendali: igienisti, pediatri e medici di famiglia.


Abstract


La profilassi vaccinale, garantita fino a 10-15 anni fa
quasi esclusivamente dai Servizi Vaccinali Pubblici (operanti sulla base di normative statali strutturate), si è progressivamente trasformata in un sistema complesso, caratterizzato dall’integrazione e/o dalla collaborazione di più componenti dell’Azienda Sanitaria Locale: il Dipartimento di Prevenzione (che organizza i già citati Servizi Vaccinali Pubblici), la Pediatria e la Medicina di Famiglia, l’Ospedale.
Questo processo di trasformazione trova molteplici
ragioni: l’evoluzione dell’offerta vaccinale da “prevalentemente obbligatoria” a “prevalentemente raccomandata”;
la sempre maggiore consapevolezza e le sempre maggiori conoscenze dei cittadini sulla materia (con conseguente necessità di integrazione informativa da fonti diverse);
la crescente attenzione della Medicina e della Pediatria di Famiglia verso la promozione della salute degli assistiti “sani” (bilanci di salute, prevenzione degli incidenti, screening oncologici, counselling antitabagico ed antialcolico, ecc.);
l’attenzione delle Convenzioni di Settore alla medicina preventiva ed in particolare alle attività di vaccinazione.
Nell’ambito di questa linea complessiva di tendenza, che ha coinvolto tutto il Paese, si sono osservate e si osservano, anche in riferimento ad un percorso generale di “regionalizzazione” dei modelli organizzativi, ampie e non sempre opportune variabilità operative e gestionali in tema di immunoprofilassi vaccinale, ovviamente rappresentate da importanti differenze nel raggiungimento degli obiettivi di processo (coperture vaccinali) e di esito (incidenza
delle malattie prevenibili con vaccinazioni). Si rende quindi necessario uno sforzo di riflessione e di azione che consenta di giungere ad un modello organizzativo della profilassi vaccinale caratterizzato da chiarezza di ruoli.
Numerose osservazioni orientano la proposta verso la seguente griglia di competenze/responsabilità: Servizi Vaccinali (afferenti funzionalmente/gerarchicamente ai Dipartimenti di Prevenzione): costituiscono il momento organizzativo ed operativo del programma vaccinale definito dall’Autorità Regionale.

Curano l’approvvigionamento e la custodia dei vaccini, garantiscono il counselling prevaccinale, effettuano le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate,
curano il sistema informativo (anche in riferimento alle segnalazioni di reazioni avverse).

Pediatri di Libera Scelta: costituiscono un anello fondamentale della catena organizzativa del sistema
vaccinale, ovviamente in riferimento alla parte del
programma inerente l’età evolutiva. Il loro coinvolgimento
nella definizione dei programmi vaccinali deve avere carattere formale (devono essere inseriti nelle Commissioni Vaccinazioni nazionale, regionali e delle singole Aziende Sanitarie). Le decisioni strategiche sulla materia devono ottenere il consenso della categoria.

Dal punto di vista operativo costituiscono
compiti specifici dei Pediatri di Libera Scelta:
la presentazione ai genitori dei nuovi nati del programma vaccinale, la verifica di eventuali controindicazioni
all’immunizzazione (da segnalare al Servizio Vaccinale), la sorveglianza delle reazioni avverse. Medici di Medicina Generale: rappresentano la modalità più razionale per l’effettuazione di campagne vaccinali di massa su soggetti adulti ed anziani (esempio specifico la campagna di vaccinazione antinfluenzale, che richiede la somministrazione di enormi numeri di vaccino in poche settimane).
Questo ruolo operativo dei Medici di Famiglia dovrebbe essere inserito in un più ampio pacchetto di interventi coordinati di prevenzione e di promozione della salute (collaborazione ai programmi di screening, prevenzione del tabagismo e dell’alcolismo, prevenzione dei traumi stradali, ecc.).




NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aprex-8160

DOI: http://dx.doi.org/10.2427/6045

References



Refbacks

  • There are currently no refbacks.